Habitat socialis

„L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere.“

—  Le Corbusier


Il profondo mutamento del panorama demografico, sociale e della struttura familiare in Italia impone il ripensamento dei tradizionali modelli dell’abitare. Ci troviamo di fronte a cambiamenti non necessariamente negativi: si vive più a lungo, si invecchia in condizioni di salute migliori e si può vivere l’anzianità in modo compiuto e soddisfacente. Le analisi e le ricerche internazionali su tale argomento, divenuto oramai di stringente attualità, suggeriscono la diffusione di soluzioni atte a migliorare la qualità dell’abitare, favorire l’interazione con l’ambiente esterno, garantire sicurezza e buone relazioni lungo l’intero arco della vita. Proposte da tradurre operativamente in piattaforme per servizi domiciliari e di prossimità di nuova generazione. Le applicazioni possibili sono molteplici: dai modelli più aggiornati di housing sociale ai servizi per la vita indipendente o assistita, dai centri polifunzionali ai sistemi abitativi intergenerazionali e multiservizi. Si tratta di un mondo fluido e in divenire, aperto all’azione imprenditoriale sociale e all’applicazione di modelli organizzativi leggeri, vicini ai desideri delle persone e coerenti con il naturale svolgersi dell’età più avanzata. In tale scenario occorre prestare la massima attenzione e dare la giusta risposta ai bisogni delle persone e delle famiglie nelle diverse situazioni della loro vita.

Il modus operandi tradizionale ha sovente costretto gli assistiti o gli utenti a percorsi di adattamento faticosi e difficilmente sopportabili da parte di persone fragili ed in stato di disagio.

La linea di confine tra il “vecchio sistema” e le “nuove proposte” è segnata soprattutto dalla capacità di offrire strutture e servizi “ad personam” tali che siano sentiti come profondamente rispondenti alle proprie aspettative ed ai propri progetti di vita. In tal caso la fatica di adattamento si riduce notevolmente ed è più facile trovare un nuovo equilibrio esistenziale.

La GAP Engineering, assieme ai propri partner, mette a disposizione la propria esperienza ed il proprio impegno al fine di offrire un diverso approccio al tema dell’abitare. Nella nostra ottica l’Abitaresi traduce inRiabi(li)tarenel senso più ampio del termine, coinvolgendo spazi e relazioni che superano i limiti fisici dell’alloggio. Uno dei principali obiettivi è quello di favorire la permanenza della persona anziana nella propria casa o nella propria comunità, evitando traumatici cambiamenti di ambiente e di consolidati stili di vita.

Le parole chiave del progetto HABITAT SOCIALE – RiAB(li)TARE sono: “vita indipendente” e “vita assistita”. Questi concetti si traducono concretamente nella realtà quotidiana con le sue necessità mediante vari servizi integrati e sinergici: collaborazione domestica, servizi alla persona, assistenza sanitaria di base, trasporto e accompagnamento per visite mediche e/o analisi, manutenzione e gestione del proprio appartamento, attività creative, culturali e formative.

Si tratta in sintesi di una domiciliarità globaleche non comprende solo i servizi alla persona, ma anche tutte le politiche di housing sociale e relative reti operative a forte integrazione di discipline e di competenze.  

“Bene comune” vuol direcoltivareuna visionelungimirante, vuol direinvestiresul futuro, vuol direpreoccuparsidella comunità dei cittadini, vuol direanteporre l’interessea lungo terminedi tutti all’immediato profittodei pochi…”

SALVATORE SETTIS